La solita contraddizione romanista: mesi e mesi di piagnistei a lamentarsi della superiorità tecnica ed economica dei nostri colori, della nostra società (che regala loro giocatori), per poi arrivare a dire che - forse - presi uno per uno, li meglio so' sempre loro: li piagnoni.
Basti vedere l'imbarazzante confronto 11 contro 11 (in realtà 10 contro 10, visto che per far vincere Riise su Maicon hanno vaporizzato Cassetti) realizzato dall'esimio Corriere dello Sport. Imbarazzante e demenziale. Tra le perle appunto un Riise superiore a Maicon, un Toni che lotta alla pari con Milito (!) e un Lucio messo in competizione con Juan per una maglia nella selecao (fino a sei mesi fa spacciavano la notizia che Denzel Juan fosse il capitano del Brasile... mentre sappiamo che l'unico centrale inamovibile di Dunga è proprio Lucio, il vero capitano).
Fatta salva questa nota polemica accompagnata da un sole primaverile che abbaglia il cielo sopra la Sardegna nord-occidentale, veniamo al preview di questo confronto tra prima e seconda della classe.
La Roma è in forma, lo dicono in numeri. Molte volte però ha raccolto più di quanto meritato, mi riferisco in particolar modo alla partita con la Fiorentina. Altre volte ha buttato via dei punti acquisiti (un classico di Ranieri), anche se non ha mai fatto vedere quel gioco arioso in contropiede veloce che sviluppava con Mastrolindo Spalletti. Non che con Ranieri si metta a fare possesso palla e calcio totale. Riparte sempre ma fa molta più densità nella propria tre quarti e sta molto più stretta, nonostante le frequenti sortite offensive di Riise, che è attirato dalla metà campo avversaria come una calamita. L'uomo più in forma è Vucinic, che non ha fatto sentire la mancanza del capitano Totti, impegnato a girare spot e a nascondere le notizie sulle sue avventure urbane, chiamiamole così... in difesa Juan fa una buona coppia con Burdisso, che da centrale se la cava sempre bene, anche se non mancano le classiche amnesie del Padroncito, che in ogni caso ha levato il posto al sopravvalutato Mexes, in crisi biondo-esistenziale. Ranieri per coprirsi potrebbe dirottare Burdisso sulla destra e inserire il francese affianco al brasiliano, ma non ci giurerei molto: l'Inter non spinge molto a sinistra e la vera sfida è sulla fascia di Riise, dove agirà il Maicon in crescita dell'ultimo mese.
L'Inter viene da una vittoria facile col Livorno, maturata nelle più classiche condizioni che offre una partita casalinga contro un avversario terribilmente più debole. La buona notizia è che lo stato psico-fisico della squadra è tornato simile a quello del derby di ritorno, quando abbiamo schiacciato il Milan. La vittoria col Livorno, il pareggio di Palermo (meritavamo i 3 punti, considerando che il Palermo ha giocato una partita difensiva) e la vittoria di Stamford Bridge ci hanno offerto una visione totale dei nerazzurri, che dimostrano di sapersi adattare all'avversario e usare le forze giuste al momento giusto, cosa mai riuscita storicamente alla Roma di questi anni, capace di vincere 7-0 col Catania e di prenderne 7 a Manchester (con l'immancabile optional dell'esondazione del Tevere di Lacrime). L'unico dubbio riguarda Sneijder, che però dovrebbe essere della partita, in appoggio a Milito e Samuel Eto'o. Non è esclusa la presenza di Pandev, anche se l'esclusione di Balotelli depone a favore di un minor dispendio delle forze nella linea offensiva, che ha bisogno di far rifiatare le bocche da fuoco, ogni tanto. In difesa dovrebbe tornare in pianta stabile Cristian Chivu, dopo il positivo rientro contro gli amaranto di Cosmi. La coppia centrale Lucio - Samuel costituisce, insieme a Cambiasso e Zanetti, la spina dorsale di una squadra che non andrà a Roma a difendersi.
Negli ultimi 3 anni tre nette affermazioni interiste, con 9 gol realizzati e 1 subito. Negli anni scorsi il mattatore è stato Ibrahimovic, capace di far sbandare la Roma spallettiana, coadiuvato da un gioco corale e pulito. L'anno passato a dispetto del risultato la partita fu molto particolare e non solo per il gol di Obinna, quanto per il fatto che quell'Inter vincente 0-4 era un cantiere aperto. Oggi è molto più solida e nonostante il pensiero possa andare all'imminente quarto di Champions, ritengo che i giocatori saranno sufficientemente concentrati per battagliare contro un allenatore che da settimane gioca la carte del gufo, per timore di non reggere la pressione.
Roma-Inter, preview
sabato 27 marzo 2010 a 09:27 Pubblicato da pietro
Etichette: roma
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