Esci

Con il Lecce con l'enigma del turnover

L'Inter di Mourinho è tornata capolista, seppure in coabitazione. Le assenze di Stankovic, Muntari (assurda la squalifica) e Jimenez impongono scelte obbligate, anche se Deki è dato in recupero. A questo punto bisogna scegliere se inserire Bolzoni, rischiare Stankovic e concedere un turno di riposo a uno tra Vieira, Zanetti e Cambiasso. Il francese è il maggior indiziato, con Dacourt disponibile (ma non considerato da Mourinho) a subentrargli.

In attacco le scelte sono meno obbligate: Cruz probabilmente troverà spazio, così come Quaresma, mentre Crespo, Adriano e Balotelli potrebbero trovare un tempo a disposizione. Figo giocherà quasi sicuramente. Cordoba è l'alternativa a Burdisso, ma solo per il discorso Champions, se recupera Maxwell anche Chivu rientra nel lotto e pure Rivas è tornato disponibile. L'unico non intercambiabile, attualmente, è il colosso Maicon. Sempre che non si voglia rischiare il giovane e promettente Santon.

Arieccoli

Quelli della Gazzetta di Galliani. Gioca il Milan e la Coppa Uefa diventa...

Prime impressioni

L'Inter di Mourinho vince in amichevole nell'esordio stagionale contro i campioni dell'Arabia Saudita dell'Al Hilal. Prima delle considerazioni due cose sulla Gazzetta. Per la rosea gallianesca l'Inter gioca al piccolo trotto, trovando già dei difetti (compresa la prima pagina odierna). Dopo l'opaco pareggio del Milan a Cremona, con una squadra di Serie C1 avevano scritto: "Finisce 0-0, ma a una settimana dall'inizio dela preparazione non si poteva pretendere molto di più". Il solito vizietto di giustificare il Milan (nonostante un'annata ridicola) non finisce mai.

Veniamo all'incontro. Formazione molto sperimentale la prima, con Pelè difensore centrale e Bolzoni terzino sinistro. La squadra si schiera però con Cambiasso, Zanetti e Vieira a centrocampo, Adriano, Balotelli e Figo in avanti. Giocano meglio gli arabi all'inizio, che randellano ogni due o tre contrasti. Si segnala un pimpante Zanetti, un volenteroso Adriano e un discreto Balotelli. Ordinato e presente Cambiasso, ancora impacciato Vieira. Balotelli pesca Burdisso in area e si va sull'uno a zero all'intervallo.

Nella ripresa Mourinho mette in campo una difesa più logica e un centrocampo con Jimenez, Dacourt e Stankovic. In attacco Cruz, Crespo e l'esordiente Mancini danno la sveglia. L'Inter domina, arriva a segnare il secondo gol con Crespo (annullato) e crea diverse occasioni. Buona la prova di Amantino, Cruz e Stankovic, che veniva da un piccolo fastidio. Il migliore è stato comunque Maicon.

Nel complesso l'approccio tattico ha denunciato le gravi carenze fisiche, ma le novità sono state parecchie. Nei calci piazzati la squadra raccoglie l'eredità di Mancini Roberto e Mihajlovic. Ma quando parte l'azione il mediano-regista (Cambiasso) scala sulla difesa centrale prende la palla e la smista molto rapidamente sugli uomini di fascia, saliti sulla linea dei centrocampisti. Spesso abbiamo visto tagli fendenti dalla mediana alle ali, davvero molto offensive. In alcuni casi la squadra si è compattata dietro per ripartire velocemente alla maniera della Roma, con tocchi in verticale estremamente rapidi. La differenza maggiore è nel tentativo di far partire l'azione più velocemente.

Per adesso può andare bene. Oggi arriva Sulley Muntari, firmerà un contratto di 5 anni a 2 milioni l'anno. Un ottimo innesto per un reparto bisognoso di vigore fisico.

Con Mutu la Roma può sognare

Quindi ci siamo. Entro 48 ore Adrian Mutu raggiungerà il ritiro romano di Trigoria e si metterà agli ordini di Luciano Spalletti. La differenza tra l'offerta della Roma - che piace al giocatore - e la richiesta della Fiorentina è di pochi milioni, Corvino non può rifiutare oggi un'offerta che domani potrebbe essere già dimezzata. E' accaduto con Luca Toni, non accadrà con il rumeno. Adrian Mutu, reduce da buone stagioni con Prandelli, prenderà il posto di Amantino Mancini nello scacchiere tattico della Roma. Nella Capitale in queste ore si discute del futuro di Alberto Aquilani, che tarda a firmare. Molti temono che il centrocampista lasci le sponde del Tevere per accasarsi al Nord, Inter e Juventus sono da tempo sulle sue piste.

Fondamentalmente la cessione di Mutu fa arretrare la Fiorentina e riporta la Roma sulla prima linea delle favorite, insieme a Inter e Milan. Un gradino sotto è la Juventus, che ha in Trezeguet un'analoga situazione. Garantita da Amauri la squadra bianconera potrebbe cedere il francese a un prezzo non più proponibile la prossima estate. E' questione di affari, da voler chiudere e da saper cogliere.

L'Inter è tra le grandi quella che si è mossa di meno. Per tre motivi principali: 1) la difficoltà a cedere giocatori con ingaggi elevati, 2) la tendenza delle altre società a sparare cifre assurde, confidando nella disponibilità a spendere di Moratti, 3) l'aver fissato dei chiari obbiettivi principali, che non sono ancora sfumati, bloccando il mercato secondario.

Un ulteriore motivo è dato dalla consapevolezza che si possano recuperare i grandi infortunati della passata stagione. Su Bauscia si faceva notare che, in fin dei conti, l'obbiettivo della società è quello di rimpiazzare Solari, Cesar e Maniche con Mancini, Quaresma e Lampard. Sembra poco, ma è un salto notevole.

Lampard no, Muntari forse, Quaresma si

In queste ore - secondo gli organi di stampa portoghesi - Ricardo Quaresma sta firmando un accordo quadriennale con l'Inter. Al Porto andrebbe una cifra non superiore ai 25 milioni di euro, mentre al giocatore ne andrebbero circa 3.5 all'anno. Quaresma è un giocatore classe 1983, che gioca prevalentemente a destra, nel settore offensivo. La principale caratteristica tecnica dell'ala ex-Barcellona è la capacità di concludere rientrando dalla fascia o di crossare molto efficacemente, anche dalla fascia sinistra. Se arriverà completerà il tridente offensivo insieme a Mancini e Ibrahimovic, lasciando a Cruz, Figo e Balotelli l'opportunità di giocarsi il posto da titolare. Se arriva Quaresma a essere in discussione non saranno solo Crespo e Suazo, ma anche Adriano, che il tecnico ha già inquadrato e sta valutando con attenzione.

Sulley Muntari, centrocampista ex-Udinese del Portsmouth, mi intriga molto. E' un classe 1984, "italiano" per i parametri UEFA e in grado di dare forza e vigoria al centrocampo, che unisce un discreto tiro da fuori a una certa dedizione tattica. Il prezzo richiesto dal club inglese per adesso è elevato, ma sinceramente preferisco spenderne 16 per lui piuttosto che per Lampard, giocatore indiscutibile, ma trentenne e in quasi scadenza di contratto.

La sensazione è che l'Inter, alla fine, riesca a spuntarla anche per il centrocampista del Chelsea, approfittando del fatto che il mercato si chiude tardi e che anche il Chelsea deve concludere almeno un paio di operazioni in entrata. E' da notare, poi, che i londinesi hanno riconfermato Ballack e Obi Mikel, dopo l'acquisizione di Deco. E che con Scolari anche Joe Cole è utilizzabile come centrale offensivo.

Sul piano cessioni poche novità: si parla di Crespo alla Sampdoria e Stankovic alla Juventus, entrambi con la formula del prestito. Sono evidentemente delle speculazioni giornalistiche che non tengono conto che l'obbiettivo di cedere non è solo pratico, ma anche finanziario. E' inequivocabile che l'Inter voglia ricavare abbastanza dall'eventuale cessione del serbo.

Progetti e punti di vista

Progetto societario - Posto che costruire lo stadio di proprietà potrebbe cancellare ogni dubbio sulle volontà della società di darsi un futuro stabile, c'è da dire che l'Inter, dopo aver azzerato il progetto tecnico, è in difficoltà nel progetto societario. Ha difficoltà a italianizzare la rosa, non riesce a vendere giocatori anche pregiati, in ragione del loro stipendio troppo elevato, sta pianificando male una sessione di mercato per ora deficitaria, ha nuovamente ruoli indistinti nell'organigramma (come quello di Oriali, braccio operativo del mercato, non si sa se sottoposto o affiancato a Marco Branca). La costruzione dello stadio per Moratti è prioritaria dal punto di vista finanziario: crea patrimonio, dunque garanzia di stabilità, oltre a generare introiti collaterali. E' deprecabile comunque la politica degli ingaggi troppo elevati per giocatori medi che non riescono a trovare una nuova sistemazione (ogni riferimento a Suazo, Crespo et similia è puramente voluta).

La Gazzetta fanzine milanista? Chi di voi non ha provato questa sensazione? Va bene l'acquisto di Ronaldinho, va bene l'entusiasmo e il dogma dell'allegria, ma è possibile che venga sempre riferito il punto di vista gallianesco? Ronaldinho negli ultimi 6 mesi non è stato un calciatore. Nell'altro anno e mezzo ha disputato delle partite mediocri, anche se ha mantenuto delle discrete medie realizzative. Negli ultimi mesi era avvistato nelle discoteche spagnole a suonare congas e veniva fatto fuori dalla prima squadra per un imprecisato infortunio. Un giornalista serio dovrebbe tracciare un riassunto di questa vita fuori dal campo, perchè anche i peggiori cronisti di provincia sanno bene cosa ci può stare dietro un infortunio diplomatico.

Josè Mourinho ha le idee chiare

Che Mourinho fosse un tipo senza fronzoli lo sapevamo da tempo. Che avesse anche un suo credo calcistico pure, ciò che non conoscevamo noi interisti è, semai, la sua propensione a dettar legge prima del tempo, a curare i comportamenti, prima ancora che si verifichino dei problemi. Mourinho non agisce di conseguenza, vuole prevenire per salvaguardare il concetto di gruppo che gli sta molto a cuore.

La sua seconda conferenza stampa italiana ha ribadito le sue richieste di ordine tattico: gli serve un centrocampista universale in grado di coprire la metà campo con visione di gioco, intelligenza e una discreta carica offensiva. Manca all'Inter un centrocampista di questo tipo, eccetto Jimenez, che è la seconda scelta: messo da parte Stankovic, che forse paga la tendenza a far confusione e la troppa generosità (oltre che essere il fido di Roberto Mancini), Mourinho ha chiaramente scelto Frank Lampard. O arriva lui o niente: Mancini avrebbe preso Hleb, trasferitosi ieri al Barcelona.

Sul gioco offensivo Mourinho è stato altresì chiaro: predilige il possesso palla e l'attacco sulle fasce, per cui opterà per il suo rodato 4-3-3, che è molto più volgarmente un 4-5-1, con una punta centrale e due laterali in grado di offendere, accentrarsi e saltare l'uomo. Amantino Mancini è uno di questi, l'altro suggerimento è Ricardo Quaresma, ala destra del Porto, vecchio pallino del tecnico dell'Inter.

Ma se non arrivano? Al posto di Lampard verrebbe rilanciato proprio Stankovic, le cui quotazioni dopo ieri sono in deciso ribasso, mentre uno tra Balotelli e Ibrahimovic dovrebbe fare la punta esterna, più SuperMario, anche in ragione delle precarie condizioni fisiche del Genio. Inizialmente vedremo Cruz come perno centrale. La posizione di Suazo rimane in bilico, pare che lo voglia il Napoli.

Staremo a vedere insomma. Per adesso la società non ha ceduto nessuno di veramente rilevante, anche se Mourinho ha fatto capire che predilige avere 2 undici che si contendono i posti. L'idea di competizione interna lo affascina e ritiene che possa stimolare ogni calciatore. Attualmente abbiamo troppi difensori centrali - eredità delle squalifiche di Champions - e troppi attaccanti.

I campioni d'Italia e i campioni d'estate

Rieccoci finalmente dopo una lunga pausa estiva. Riprende la stagione agonistica dell'Inter, con il raduno fissato ad Appiano Gentile . La rosa di Mourinho è ancora troppo vasta, comprende 28 giocatori. La società non è riuscita a piazzare alcunché, mentre si è liberata degli svincolati. Che voto dare al nostro mercato? Direi che un 6 va bene, in quanto l'arrivo di Mancini, oltre ad aver indebolito una concorrente, colma una delle lacune prospettate da Mourinho. Gli obbiettivi sono pochi e precisi: Lampard e un altro giocatore di fascia. La lentezza di Branca è un lavoro ai fianchi che dovrebbe portare a qualche risultato già entro questa settimana, soprattutto per quanto riguarda il vice-capitano del Chelsea. Una volta terminata la fase in entrata comincerà quella in uscita, zavorrata dagli eccessivi ingaggi dei calciatori. La società valuterà di cedere uno o due attaccanti, un centrocampista e un difensore. Nel frattempo Francesco Bolzoni è stato promosso in prima squadra, insieme a Mario Balotelli. Una gran bella notizia.

Nella stessa giornata del raduno dei campioni d'Italia arriva Ronaldinho al Milan, che si ritroverà a Milanello. Ovviamente è un grosso colpo, soprattutto mediatico, perchè l'asso brasiliano fino al mondiale di Germania era il pezzo più pregiato del mercato mondiale. Tuttavia è un acquisto che non risolve alcuno dei problemi strutturali del Milan e perciò possiamo stare relativamente tranquilli. Hanno un portiere deficitario, una difesa che si regge sul fragile Nesta, degli esterni che invecchiando peggiorano di molto, soprattutto in fase difensiva, un centrocampo logoro, che si baserà su Pirlo e sull'apporto del fresco Flamini, e un trio offensivo caratterizzato da una forte propensione all'individualismo e alla giocata personale. Insomma: ricorda molto l'Inter di Tardelli o giù di lì, con la differenza che a Ronaldinho sono stati ceduti in toto i diritti di immagine. Ciò significa che il Milan rinuncerà a forti entrate collaterali. (foto: inter.it)

Nemmeno un grazie

Tipico gioiello dell'era Moratti.

Chi è Josè Mourinho e come gioca

L'allenatore portoghese che prenderà inopinatamente il posto di Mancini è un vincente di razza. Tra Porto e Chelsea ha fatto incetta di titoli e coppe, mancando la Champions con i blues per delle evenienze sfortunate. La preparazione del tecnico non si discute, discuto la scelta di distruggere un progetto, quello di Mancini, che è sintomo di una società praticamente inesistente, affidata alle turbolenze degli eventi (qui un punto di vista). Vengo quindi a Mourinho.

In molti lo hanno accusato di praticare un calcio brutto (toh!), poco spettacolare e legato alle prodezze dei singoli. Ma non è così. Innanzitutto Mourinho fa parte di quella schiera di allenatori che predilige il possesso palla e l'azione ragionata. Un gioco che dunque non necessita di due punte, ma fa essenzialmente leva sull'aggressione fisica e sul raddoppio costante. Di questa scuola fanno parte Ancelotti, Mancini, Prandelli e un buon numero di allenatori stranieri. Mancini e Ancelotti però sono nati col 4-4-2 e hanno deviato da questa classica impostazione solo per adattare gli uomini. Mourinho al Porto giocava con un 4-3-2-1. Davanti Derlei e dietro Deco e Carlos Alberto, supportati dalle incursioni di Maniche e Pedro Mendes. Costinha ero lo schermo davanti alla difesa, impostata su una linea abbastanza solida e non troppo propositiva. Ferreira e Valente erano esterni abbastanza discreti, ma non tecnici come Maicon.

Nel Chelsea, avendo un budget di spesa nettamente più elevato, ha convertito il suo gioco in un più razionale 4-1-2-2-1. Una variante del 4-4-2 che prevede l'utilizzo di ali tecniche e veloci affianco ad una punta centrale abbastanza fisica e produttiva. Le spese folli, infatti, sono state fatte per esterni come Robben, Wright-Phillips, Malouda. Ciò che non cambia è l'impostazione del centrocampo, che prevede un incursore (Lampard), un mediano davanti alla difesa (Makelele o Essien) e un regista tuttofare. Non c'è da sorprendersi che Shevchenko con lui non abbia mai trovato spazio.

Il modo di giocare ricorda comunque l'Inter di Mancini: si fa possesso palla, si portano avanti gli uomini e si sfonda col centrocampo. Una grande differenza è nelle ripartenze. Mourinho vuole che le ali si gettino negli spazi per rilanciare l'azione. Con Mancini non abbiamo mai avuto ripartenze veloci, complice anche la scarsa rapidità delle punte (un contropiede perfetto riuscì nel derby vinto 4-3, con Stankovic che appoggia Ibrahimovic).

E nell'Inter come giocherà Mourinho?

Con questi uomini è impossibile prevedere. La squadra è scoperta sulle linee esterne e prevedo qualche sacrificio. Ci sono molti difensori centrali e troppe punte, prevedendo il ritorno di Adriano. Ad oggi non mi sento di escludere nemmeno la cessione di Ibrahimovic, per far arrivare il più prolifico Drogba. Per le fasce si fa il nome di Quaresma, che non accarezza troppo la mia fantasia, ma è sicuro che il centrocampo vedrà protagonisti Cambiasso e il nuovo acquisto Lampard (sempre se viene). Maicon, Chivu e Samuel dovrebbero essere i perni della difesa, mentre davanti si sfoltirà il reparto per rimpiazzarlo con degli esterni.

Il problema naturalmente è stabilire quanto potere di direzione abbia l'allenatore portoghese, perché altrimenti siamo punto e a capo.